21 febbraio 2012

that's contemporary - Splendidi Ventenni

Oggi sono onoratissima di dare voce ad una strepitosa realtà che sta prendendo piede a Milano: 

Ecco l'incipit del loro "What&why":
that’s contemporary è un collettore di luoghi di arte contemporanea a Milano che riunisce gallerie e spazi non profit. Nasce con l’obiettivo di proporre una politica di network tra i vari attori del contemporaneo nella città. Una piattaforma che non si porrà solo come osservatore e canale di informazioni, ma soprattutto come mediatore dinamico per lo sviluppo e la diffusione dell’arte contemporanea.
Pensate che è un progetto ideato e costruito e portato avanti da ragazzi tutti Splendidi Ventenni. A me stupisce tantissimo e mi riempie di speranza. Quello che stanno facendo questi ragazzi è bellissimo oltre che utile e innovativo. 

Come nasce il progetto di that's contemporary?

Giulia: that's contemporary nasce da alcune chiamate intercontinentali su Skype, quando
Giulia Restifo
Francesca ed io, rispettivamente in USA e in Australia, facevamo il punto della situazione su cosa avremmo voluto per Milano, su ciò che mancava e che invece vitalizzava le città in cui stavamo vivendo. La sensazione era che l'arte fosse più accessibile, che non bisognasse cercarla. Era lei che arrivava a noi. I portali per la ricerca delle mostre sono semplici e divertenti da navigare, le gallerie organizzano spesso aperture coordinate. A Melbourne, le strade con degli spazi devoluti all'arte sono addirittura segnalate con appositi cartelli stradali. In un paio di mesi, entrambe sentivamo di conoscere le città e la loro rispettiva offerta di arte contemporanea. Tornate a Milano, conosciuto Andrea, that's contemporary ha trovato una sua identità e, contemporaneamente, una sua mission: quella di far percepire la presenza (e la forza) dell'arte contemporanea a Milano ad una fascia di pubblico più ampia. Come? Attraverso la creazione di un network tra gli attori del contemporaneo in città. In questo senso, that’s contemporary si propone come mediatore
dinamico, on-line e non, tra gli operatori culturali e i semplici appassionati d’arte nel tentativo di potenziare l’offerta complessiva di arte contemporanea sul territorio e la sua percezione a tutti i livelli della popolazione, sopperendo così all'attuale stato di frammentazione e dispersione delle informazioni. Da ottobre 2011 that's contemporary è on-line: la piantina della città è diventata collettore di gallerie e spazi non profit selezionati e un simpatico sistema di pallini colorati e di diversa grandezza indica la temporalità delle inaugurazioni e degli eventi culturali, per cui si è sempre informati su che mostre visitare a Milano!
Da lì in poi sono sempre più numerosi i collaboratori e i sostenitori che credono e lavorano nel progetto.


Elisabetta Bolasco
Quali sono le difficoltà che avete incontrato nel creare questa meravigliosa rete d'arte?

Elisabetta: I galleristi e in generale gli operatori culturali hanno poco tempo per leggere e rispondere alle innumerevoli e-mail che ricevono. Nella fase di avvio del progetto, è stata dura cogliere l’attenzione di tutti gli spazi che avevamo selezionato ma oggi sono loro a contattarci. A parte questo problema iniziale, le difficoltà sono più che altro di tipo
economico: trovare un modello di sostenibilità a lungo termine non è semplice dato il momento storico in cui viviamo!


Avete invece avuto qualche piacevole sorpresa dove credevate di incontrare resistenza?

Francesca B.: La sorpresa è stata realizzare che in definitiva la gente ascolta e si entusiasma. Il timore era quello di non essere presi sul serio o che le nostre proposte non fossero capite. Invece, quando un progetto ha un contenuto forte, quando è raccontato con passione viene percepito e sostenuto, anche in tempi di crisi. I problemi economici sono convinta si risolveranno.


So che siete tutti rientranti nella fascia dei ventenni. Ci raccontereste chi siete?

Francesca G.: Già, siamo tutti ventenni e questo penso che sia uno dei maggiori punti di forza di that’s contemporary. that’s contemporary è un nuovo modo di vivere l’arte: aperto, partecipativo, vivace e giovane. Questo dice molto del team che lavora al progetto: siamo un gruppo di ragazzi con competenze e caratteristiche diverse che, nonostante la giovane età, non si mostra affatto come un insieme di “neolaureati sbarbatelli”. Studiamo arte, andiamo alle mostre, siamo molto interessati alle novità tecnologiche e all’evoluzione delle modalità comunicative. Insomma abbiamo l’ambizioso progetto di fornire il nostro contributo per il futuro del mondo dell’arte.


Cosa non vi piace della vostra generazione?

Francesca Baglietto
Francesca G.: La scarsa operosità e predisposizione mentale a cercare soluzioni alternative. Noto che una parte dei nostri coetanei (fortunatamente una minoranza!), dopo la laurea, sembrano “adagiarsi” nell’attesa del lavoro giusto, della vera occasione che cambierà la loro vita. Tutto quello che non risponde a pieno ai requisiti richiesti viene scartato automaticamente. Non penso che sia la posizione mentale corretta per riuscire a realizzare qualcosa. In questo difficile momento storico penso che occorra tanta passione
e voglia di fare unite a un po’ di spirito di adattamento. Questo è anche lo spirito che anima that’s contemporary.

Giulia: D'altra parte, credo anche che se fossimo un po' più “orgogliosi”, certe dinamiche si verificherebbero di meno. Bisognerebbe smettere di accettare stage senza rimborso spese o senza assicurazione e situazioni che sottovalutano lo studio fatto.



Quali credete che siano invece i punti di forza dei ventenni di questo particolare momento storico?

Giulia: Siamo poliedrici. Un tempo si studiava un mestiere e si perfezionava quello, oggi a noi vengono richiesti i contenuti (il famoso bagaglio culturale), una comunicazione efficace per districarci ed emergere nel mondo lavorativo, la conoscenza dell’inglese e magari di un’altra lingua, l’utilizzo di software sempre più aggiornati. Essere sempre al passo e propositivi. Conosco tanti “ventenni” davvero in gamba!


Chi o che cosa vi ispira?

Francesco Deiana
Francesca B: L'arte contemporanea, la sua capacità immaginativa ed evocativa. Inoltre, guardiamo alle grandi metropoli, assorbiamo nuove esperienze dall’estero per portare novità in Italia.


Riuscite a ricavare dei profitti per voi o da reinvestire grazie a questa attività?

Giulia: Adesso si iniziano ad avere i primi riscontri economici che vengono prevalentemente reinvestiti nelle nostre attività per poter crescere. Stiamo sviluppando un business model sostenibile insieme al Centro Itard Lombardia e con il loro aiuto abbiamo partecipato a un bando indetto dalla Commissione Europea e a molti altri faremo domanda. Ci stiamo anche specializzando nella realizzazione di siti web e video creativi “virali” (brevi e accattivanti). DOCVA Careof/Viafarini, con il quale stiamo sviluppando un progetto insieme proprio per un nuovo portale, ci ha generosamente fornito la sede iniziale per lavorare in team (che non è poco!).


Assisteremo a delle novità prossimamente sul sito?

Francesca G.: Certamente! Il nostro portale www.thatscontemporary.com è in costante aggiornamento. La maggiore novità che stiamo portando avanti in questo periodo è l’avvio del channel che conterrà video interviste ad artisti e operatori del settore prodotte da that’s contemporary all’interno dei vari spazi del network durante il processo di installazione delle mostre. I video, invece di fornire la canonica intervista a mostra finita, si focalizzano sul momento di produzione ed ideazione della stessa. L’obiettivo è quello di mostrare gli spazi della cultura, solitamente percepiti come statici, elitari e lontani dalla quotidianità, in una veste inedita, dinamica e più accessibile.

Elisabetta: Stiamo anche sviluppando un application per sistemi IOS e Android la quale permetterà il reperimento e la visualizzazione in tempo reale di qualsiasi informazione relativa agli eventi di arte contemporanea in città. In più, rispetto al sito web (che comunque è già responsive design), l’app sarà connessa con il portale di Google Maps permettendo a chiunque si colleghi di venire a conoscenza delle mostre più vicine rispetto al punto in cui si trova in quel momento.


Cosa rispondereste a qualcuno che vi rivolgesse la solita critica: "a Milano oltre al Duomo e al Castello non c'è niente e trovo antipatici i Milanesi"?

Andrea Amato
Francesca B: L'impressione è che Milano viva solo in alcuni periodi dell’anno, durante il Fashion week e il Design week. Inoltre, la conformazione della città non ha ancora portato alla nascita di veri e propri distretti culturali, distretti che siano percepiti come tali e vissuti da un vasto pubblico come nel caso di Chelsea a New York o Auguststrasse a Berlino. In verità, Milano è una fucina creativa in costante funzionamento. La città nasconde nei suoi cortili incredibili gallerie e spazi indipendenti che si rendono oggi attori vivaci della scena dell’arte contemporanea nazionale e internazionale. La presenza in città di istituzioni quali la Triennale di Milano, il Museo del Novecento, l'Hangar Bicocca, La Fabbrica del Vapore ma anche di poli di attività di sicuro prestigio quali la Fondazione Trussardi e la Fondazione Prada sono testimonianza di una città dinamica e propositiva. A parte l’arte, Milano è da visitare a settembre durante il Milano Film Festival e il festival di musica Mito.



Cercate nuove figure da integrare nel progetto? Se sì, che caratteristiche dovrebbero avere?

Giulia: Siamo alla ricerca di un web-designer talentuoso e creativo.


Vi consiglio di vedervi e godervi la loro prima video intervista: Abstract Journeys di Marco Cadioli. E' qualcosa di strepitoso che identifica bene l'eccellenza a cui dei giovanissimi ragazzi possono aspirare quando entra in gioco la passione, la competenza e la forza di volontà.

Per seguirli anche su facebook, piacciateli alla loro pagina: thatscontemporary.

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