02 febbraio 2012

Splendidi Ventenni: intervista a Giorgia


Oggi vi presento una coccinella. Non di quelle fastidiose che mi invadono la casa in primavera. E' una sola, di quelle che sorridi quando le incontri, le prendi tra le mani e osservi il suo allegro gironzolare tra le dita, e improvvisamente con quella forma tonda che parrebbe tutt'altro che fatta per spiccare il volo... aprono le alette e leggiadre se ne vanno. Non si sa bene dove.
Giorgia mi è sembrata così, una presenza piacevole, leggera ma significativa. 
Per me è stato un vero piacere incrociarla nel mio cammino grazie a Splendidi Ventenni.




Scrivi qualche riga su chi sei, quanti anni hai, cosa fai e dove vivi.

Mi chiamo Giorgia, ho 31 anni, sono emiliana e vivo in Portogallo. Sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche e ora lavoro come assistente amministrativo in un’Agenzia dell’Unione Europea. Nel tempo lasciato libero dalle passeggiate in riva all’Oceano e dalle coccole a Rucola, amo leggere e scrivere sul mio blog


Quali sono secondo te le principali difficoltà che si riscontrano nel decennio 20-30 anni?

Premessa necessaria: io sono una persona fortunata. Ho lasciato casa a diciotto anni, per andare a studiare in un’altra città, ed entro i trent’anni sono riuscita a capire cosa voglio dalla vita, e in buona parte ad ottenerlo. O forse: sono riuscita a capire che quello che ho ottenuto è più o meno ciò che voglio dalla vita. E sembra che di questi tempi sia una rarità.
Per quel che mi riguarda, la difficoltà maggiore che ho incontrato è stata rispettare la lista di “cose da fare entro i trent’anni”, che infatti ora è diventata la lista di “cose da fare entro i quarant’anni”. Tipo dimagrire, imparare altre due lingue straniere, trovare un corso di taglio e cucito, fare un figlio, cose così. Quando avevo vent’anni mi sembrava di avere un sacco di tempo, e invece.


Quali sono invece le peculiarità positive di questo momento della vita?


Credo che il vantaggio più grande di avere vent’anni rispetto ad averne trenta o quaranta sia la convinzione mentale di essere liberi di provare, sperimentare, sbagliare, aspettare, procrastinare. Si può sbagliare o cambiare anche a cent’anni, ma in qualche modo farlo a venti è “normale”, accettato e quindi con un più basso rischio di portarsi dietro infiniti sensi di colpa.


Le figure che ti influenzavano e/o che ti stimolavano in quello che facevi, nelle decisioni che prendevi, quali erano? Sono cambiate? Come mai?

Non credo che le cose siano cambiate di molto, dagli anni dell’università ad oggi. Gli amici veri sono sempre lì, la famiglia pure, anche se modificata, allargata, sparpagliata. E d’altra parte non ho mai avuto un “mito” da seguire, se non l’idea che avevo di me stessa – che per fortuna non è cambiata di molto. 


Quello che sei ora, corrisponde all'immagine che avevi di te quando eri in pieno "ventennio"?

Fortunatamente, credo di sì. Con la differenza che mi sono sposata e ho imparato a cucinare.


Ai tuoi figli cosa e come gli augureresti di vivere in questi anni della vita?

Spero di arrivare ad augurargli di vivere questi anni della vita “lontano” da me. Sono una persona tendenzialmente ansiosa, e temo di poter diventare una mamma super apprensiva. Spero invece di avere la forza di diventare come i miei, che mi hanno permesso di vivere gli anni dell’università da sola, sempre a un colpo di telefono di distanza ma mai troppo invadenti. 

3 commenti:

  1. Mi piace sempre molto la tua sezione sugli splendidi ventenni :)
    bella e brava la mia coccinella preferita!

    RispondiElimina
  2. Ma che bella presentazione! Mi piace l'immagine della coccinella tonda e cicciotta, sono proprio io! :) Grazie mille, mi sono divertita un sacco a rispondere alle tue domande. Um beijo ♥

    RispondiElimina

Condividi!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...