27 marzo 2013

Ascoltiamo! App musicale per grandi e piccini

Della Music Learning Theory di E. Gordon applicata nei corsi di musica per bambini organizzati dall'AIGAM ve ne avevo già parlato in "teoria" e successivamente spiegandovi anche la "pratica". 

Il nostro meraviglioso percorso procede a gonfie vele ed i risultati ormai sono tangibili. Per noi che amiamo la musica è davvero appagante vedere quanta ricettività abbiano i bambini su questo tipo di linguaggio. L'unico veramente universale

Ed è per questo che oggi sono davvero entusiasta di introdurvi una novità: dall'incontro tra Arnolfo Borsacchi (insegnante AIGAM, tra le altre cose) e IStartApp, con la collaborazione di altri insegnanti AIGAM ed IEGAM nasce l'applicazione per iOs Ascoltiamo ("Let's Listen", in inglese e "OuviMúsica" in portoghese).

13 novembre 2012

Libertà

Correva l'anno 2000, avevo appena 14 anni e stavo facendo il consueto giretto dell'isolato con papà e il nostro cagnolino, Willy. Passando davanti al ristorante che esisteva nella via parallela a casa salutiamo il proprietario e tra una chiacchiera e l'altra, accenna: ma non è che questa ragazzina è già in età di iniziare a lavorare?

Sono momenti di quelli che rimangono impressi nella memoria come delle diapositive.
Ne fui immediatamente entusiasta e pochi giorni dopo, col mio prezioso libretto di lavoro in mano, iniziai il mio percorso nel mondo del lavoro come cameriera.

Oggi mi è tornato in mente questo momento della mia vita ascoltando questa:


17 ottobre 2012

Aprirsi. Vivere.

"Ma solo chi è disposto a tutto, chi non esclude nulla, neanche la cosa più enigmatica, vivrà la relazione con un altro come qualcosa di vivente e attingerà sino al fondo la sua propria esistenza" R. M. Rilke
         
Oggi ero in macchina e ascoltavo distrattamente della musica che solitamente mi carica moltissimo. Ma oggi per un po' di tempo è passata in secondo pieno; ero assorta da pensieri, rapita dalla stanchezza, le mie membra compivano gesti che ormai conoscono meccanicamente. Ero trasportata dalla corrente.

04 ottobre 2012

Splendidi Ventenni: intervista a Lucas Scandura tradotta



Escreva algumas linhas sobre quem você é, quantos anos você tem, o que você faz e onde mora.

R: (piada seria) alguns epítetos sobre mim mesmo, colecionados  pelos anos e entre as pessoas: seletivo, polêmico, apoetado e world music.
26 anos com espírito de velho, com um pouco de Alzheimer mas ainda lúcido e, como todos os velhos, um pouco (muito) criança novamente, as vezes, frequentemente. Branco, com alma multi-colorida e com um forte gene negro que não se sabe de onde veio. Estrangeiro no país do futebol, um brasileiro meio italiano, un italiano distante, um nômade em casa mas frequentemente por vontade própria enraizado, um entusiasta da tradição, a ovelha negra mais orgulhosa da própria familia, um camponês da cidade, um metropolitano caipira.
Cantador de si mesmo, trovador de algumas mulheres, um cineasta sem filme, um poeta sem métrica, bailarino no cérebro, fotógrafo nos olhos, ator do palco da vida, enfim, projeto de artista.  

13 maggio 2012

Seconda parte del cammino con Zeki Uzun



Come promesso ecco a voi l'inizio dell'intervista (in turco e inglese!) a Zeki Uzun e altre sue foto. 
Per questo post ho scelto ritratti di bambini.
La prima parte di questi post dedicati a questo strepitoso turco la trovate qui.

09 maggio 2012

Vi presento Zeki Uzun. Quando Instagram si rivela uno strumento potentissimo.

Circa un anno e mezzo fa sono diventata utente di instagram e da allora non c'è giorno in cui non ci faccia un giretto, così come controllo facebook e la posta.
Da allora ho potuto vedere il mondo, i dettagli, le persone, attraverso gli occhi di svariate persone, in ogni angolo del mondo. Alcuni li seguo assiduamente, altri in modo più superficiale. 

A Zeki Uzun ho proposto un'intervista e la condivisione di tante delle sue foto, perché mi ci sono affezionata, perché trovo che abbiano un tocco speciale, come quelle canzoni di cui non ci si stufa mai, nonostante le ascoltiamo innumerevoli volte, ogni volta si scopre un particolare in più...
Sarà la sensibilità con cui coglie certi sguardi, i posti incredibili che descrive, così lontani eppure così vicini... Sarà l'umiltà, la disponibilità, la generosità che ha dimostrato.. Non so, avrete tempo e modo di giudicare anche voi!

Oggi vi presento qualche ritratto; scattati in diverse parti del mondo.

28 aprile 2012

Splendidi Ventenni: intervista a Lucas Scandura


Lucas Scandura. Un ventenne eccezionale, perché d'eccezione. 
Una testa fervida, un caratteraccio a volte, una persona di cui non ci si può dimenticare.
Chi mi conosce si farà una sonora risata, ma io, da piccola, ero altissima. E così Lucas. Ed eravamo sempre agli ultimi posti della fila a scuola. Chiacchieravamo. Tantissimo. In portoghese, quando uno è tanto chiacchierone, si dice che parla pure dai gomiti. Lui mi faceva il filo. Io me la tiravo e non gli concedevo nessuno spazio d'azione. Tutte le mamme a dire: un giorno te ne pentirai! A volte le mamme hanno ragione.
Oggi ve ne regalo un pezzettino e spero che possiate provare quello che ho provato io nel leggere così belle parole.

p.s.: Lucas ha scritto da solo in italiano nonostante fossero anni che non lo praticava.



Scrivi qualche riga su chi sei, quanti anni hai, cosa fai e dove vivi.

(scherzo serio) alcuni epiteti su me stesso raccolti negli gli anni e tra le persone: selettivo, polemico, “apoetado” (qualcosa come... “poetizzato”) e world music. 
26 anni con lo spirito da vecchio, con un po’ di Alzheimer ma ancora lucido e, come tutti i vecchi, un po’ (molto) bambino di nuovo, a volte, spesso. Bianco, con anima variopinta  e con un forte gene nero venuto non si sa da dove. Straniero nello stato del calcio, un brasiliano mezzo italiano, un italiano lontano, un nomade a casa ma volentieri per volontá radicato, un’entusiasta della tradizione, la pecora nera piú orgogliosa della propria famiglia, un contadino della cittá, un metropolitano zotico.
Cantautore di se stesso, trovatore di alcune donne, un cineasta senza film, un poeta senza metrica, ballerino nel cervello, fotografo negli occhi, attore del palcoscenico della vita, insomma, progetto d’artista.  

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